Stella Manferdini
Alle spalle una laurea in Lettere Classiche e un master in Fashion Communication & Art Direction. A chi mi chiede cosa faccio ora rispondo “scrivo”. La mia penna si muove fra approfondimenti culturali di arte, moda, letteratura e spettacolo.
Cosa vuol dire vestirsi da tomboy, la tendenza casual della primavera 2026
Cappellino da baseball, chioma tagliata di netto, salopette XXL. Presumibilmente, non è mai stata appassionata di Barbie. Le tomboy famose sono state donne tramutate in star in periodi di ansia sociale, quando l’aumento delle libertà femminili portava a chiedersi sottovoce se, una volta emancipate, non saremmo diventate rudi e sciatte. Qual è il ruolo della moda in tutto ciò?

New York Fashion Week: in conclusione, la "nuova" donna newyorkese
In un settore tristemente apolitico, Rachel Scott è una delle rare persone a credere che il personale sia politico. Pare che la sua presenza si percepisca appena quando entra in una stanza – scivola silenziosamente. Ma i suoi abiti urlano. Rappresenta tutto quanto è stato escluso dalle posizioni di potere nella moda. Fino ad ora.

Il sabato della New York Fashion week è stata una festa
Al Blitz da Anna Sui, fra tumultuosi strati di tessuti e psichedelie cromatiche; in un elegante club per intellettuali da Altuzarra, fra gonne da flamenco e magnifici capispalla.

Alla New York Fashion Week, un ballo delle debuttanti, un color party e un anniversario
Il terzo giorno di défilé sceglie la metropoli New York come protagonista: Fforme celebra l'Upper Haute Bourgeoisie e gli atelier di Seventh Avenue; Ulla Johnson il colore che taglia i grattacieli grigio mélange come una luce albina; Sergio Hudson il glamour delle donne che vivono la città dall'alto di quei grattacieli.

Il secondo giorno di New York Fashion Week è stato un omaggio alla creatività femminile
Due donne a confronto – nello stile e nella generazione. Da una parte il glamour uptown di Carolina Herrera; dall'altra l'iconoclastia di Elena Velez, designer poco incline a una bellezza igienizzata. L'una si muove tra il St. Regis e il Four Seasons; l'altra fra cantieri tessili e navali.
È iniziata la New York Fashion Week con due preludi e un incipit promettente
Da Marc Jacobs, un'ode alla memoria e all'arte del ritorno; da Ralph Lauren, un dialogo ossimorico di forza e leggerezza; da Proenza Schouler il debutto della direzione creativa di Rachel Scott, tra orchidee e voluti ritardi.
Chi è lo stylist di Margot Robbie che le ha completamente cambiato l'immagine?
E perché oggi sono gli stylist a trasformare le celebrity in fashion personae?

Tutte le volte che il baby-blue ha colorato le passerelle del 2026
Dalla cultura pop pre-digitale alle passerelle 2026, cronache di un colore glaciale.

Tra sperimentazione, cosplay e portabilità, il Best Of della Seoul Fashion Week
La resistenza al logo come forma sublime di opposizione. L'autosufficiente manifattura domestica come garanzia del Made in Korea. L'upcycling, la sperimentazione e la portabilità come diktat.
La moda è ancora capace di stupire?
Troppi ieri calcificano la creatività. Il passato pronto all’uso non può essere l’unico futuro per una moda “di buon gusto” e “ben educata”. Che sia maleducata, piuttosto. Michela Murgia avrebbe apprezzato.
Gli stivali di tulle sono la nuova tendenza che ricorda la moda della corte di Maria Antonietta
Dalla Francia alle passerelle contemporanee, il tulle trasforma lo stivale in un esercizio di légèreté.

Tra conglomerati di grattacieli e grandi magazzini, il racconto della Dubai Fashion Week 2026
Nella geopolitica del lusso, Alberta Ferretti, John Richmond e Weinsanto sfilano a Dubai per l'autunno-inverno 2026. Tra i codici, romanticismo, corsetteria post-contenitiva e mash-up gotici.
È (di nuovo) l'anno della tigre?
Sul versante opposto della stampa Bambi – o wilderkind – il graffio della tigre attraversa passerelle e collezioni. Dal The Tiger di Demna per Gucci alla sfilata Métiers d’art 2026 di Chanel, passando per Chloé, Cavalli e Marine Serre.

Gli stivali di jeans: sarà questo l’anno del triple denim?
Nonostante gli ambiziosi proclami sui pantaloni della tuta che superano i jeans, troppo rigidi per l’umanità devota al comfort degli anni Venti, il mercato mondiale del denim sta crescendo – e conquistando nuovi capi.
I look più belli alla Copenaghen Fashion Week 2026
In un'economia nota per il greenwashing, i capi presentati alla CPHFW sono una garanzia del contrario. Mix, match e layering sono le regole auree. Forma e funzione sono leggi draconiane. Si respirano entusiasmo di gioventù e idealismo: pare sia uno dei luoghi più felici della Terra. Anche gli abiti lo comunicano. "Fanno il monaco".
Saks Fifth Avenue è fallito, cosa resta dei grandi magazzini americani?
Progettato in stile neorinascimentale da Starrett & Van Vleck, Saks ha fatto conoscere al mondo una generazione intera di stilisti. Nella figura di Helen O’ Hagan ha dato alla moda americana un piedistallo su cui elevarsi. Era il place to be per l’alta società. Ma i tempi sono cambiati.
Tra fluidità e costrizione, i dettagli del quarto giorno di Haute Couture 2026
La couture come metodo: due grammatiche a confronto.

Perché tutti indosseranno le giacche con collo a imbuto quest'anno?
Adottato da dive e divi del cinema anni Cinquanta, riportato in auge dall' "effetto Phoebe Philo”, patron saint della coolness, qui si scopre il dettaglio avant-basic del 2026.
Aurei e concettuali: i dettagli chiave del terzo giorno di Haute Couture 2026
L'età d'oro come dispositivo estetico e "fabbrica di icone", tra nostalgia patinata e rituali dello sguardo.
Il push-up Jessica e di come il marketing ha trasformato la femminilità in oggetto nominabile
Nata con i cataloghi domestici, proseguita nel fenomeno delle riviste per adolescenti, la pratica pubblicitaria del dare nomi di donna a beni denigrati per frivolezza è ancora fra noi. Come l’abito Antonietta, giovane tutta-pizzi-e-merletti, interessata a tutto quanto il mercato dell’estetica le richieda.
Tra natura e immaginazione, i dettagli chiave del secondo giorno Haute Couture 2026
È nello sfondo che si gioca la couture? Dal set sonoro di Chanel alle tensioni primordiali di Gaurav Gupta, fino al mare color Giada di Silvana Armani.

I bellissimi dettagli chiave del primo giorno Haute Couture 2026
L’haute couture, ultimo baluardo di una moda non-meccanica, svincolata dalla morsa commerciale perché realizzata su ordine di pochissimi, deve stupire. Qui, 3 particolari che oggi hanno svolto il compito.

Non si indosserà più il trench classico: la tendenza moda 2026 è il trench di pelle
Di origini indiscutibilmente britanniche e militari, reso popolare da detective impacciati e da star hollywoodiane, nel 2026 si indossa come nel 1999: "alla Matrix".
Per le occasioni speciali, questi sono i 7 brand da conoscere e indossare
La fine dei codici: come l’abito da occasione è diventato espressione di sé, dal 1960 al 2026.

10 ragioni (di moda) per non odiare gennaio
Dai cuissardes ai trapper hat, dalle sciarpe-come-cinture all'animalier in ogni forma, i cavalli di moda del mese più lungo dell'anno.

La tendenza moda del 2026 è indossare i pantaloni negli stivali come Lady Diana e Kate Moss, torna il boot-tucking
Come quel make-up-no-make up che dona un aspetto naturale in venti step, anche infilare i pantaloni negli stivali potrebbe richiedere più riflessioni del previsto – le passerelle del 2026 ne suggeriscono alcune.
"Le muse che non inquietano" disse una volta Valentino, e cambiò il mondo della moda
Stilista-museificatore, matita da bozzetto alla mano, congelava come una Medusa rasi, pizzi e merletti, forse traslocati da una qualche stanza del re Sole o dalla Babilonia di Hammurabi. Cospargeva il passato sugli abiti come polvere di stelle. Riteneva che la bellezza, per lo più declinata al passato, fosse un'efficace trincea al presente.

Addio a Valentino Garavani, l'ultimo imperatore della moda
La storia della vita di Valentino Garavani, epopea glamour in cui la bellezza è stata musa fino alla fine.
Ecco i 6 brand di gioielli che si ispirano al mondo della natura
Queste sono esperienze di gioielleria che attingono al lessico della natura. 6 modi diversi di guardare ai materiali organici per trasformarli in pezzi indossabili.
Le sneakers vivono in crisi d'identità: perché nessuno le compra più?
I progenitori della cultura delle sneakers erano persone cresciute in un’epoca di depressione economica. I figli erano ribelli con una causa – i nipoti l’avevano in gran parte persa. Indossavano le sneakers come status symbol. Una moneta di scambio su cui la moda avrebbe facilmente capitalizzato. E così ha fatto. E ora?
Perché nel 2026 gli orologi saranno mini?
Dal culto dell'XXL e del potere al polso alla nostalgia per i piccoli orologi gioiello: tra stereotipi di genere e pink it and shrink it, tra i 44 millimetri e "il resto è da donna", un'apologia dei piccoli quadranti.

La incredibile storia della collana più preziosa mai apparsa in un film
Protetta da bodyguard e dotata di una controfigura, storia della collana “Satine” di Moulin Rouge: tre mesi di prove sul collo di Nicole Kidman, 1.308 diamanti, una genealogia reale e un primato destinato a restare insuperato.