Mara Sattei, in gara alla prossima edizione del Festival di Sanremo ci ha raccontato come si sta preparando alla sua seconda volta all'Ariston. Il suo album "Che me ne faccio del tempo" prevede una doppia uscita con prima data 13 Febbraio in formato digitale e seconda, in formato fisico con l'aggiunta di nuovi brani, prevista per il 27 Febbraio. Un invito a rallentare e a godersi la bellezza del tempo.

Hai una lunga storia che ti lega alla musica. Guardandoti indietro, dove ritrovi le radici di ciò che sei oggi artisticamente?

Ti direi nel posto dove tutto è iniziato, quindi a casa mia. La passione per la musica l’ho scoperta grazie alla mia famiglia, che me l’ha trasmessa. Gli sarò per sempre grata per avermi capita e supportata in ogni passo fino ad oggi.

La tua musica si accompagna a un’immagine forte e riconoscibile che nel tempo non si è mai stravolta, ma rafforzata. Come vivi creativamente il rapporto tra la tua musica e la sua declinazione visiva?

Di solito quando scrivo e riascolto un brano, nella mia testa si creano subito delle immagini. Scrivendo i brani in prima persona, è quasi sempre chiaro l’immaginario che voglio portare. In un certo senso, riesco ad entrarci a livello creativo a 360 gradi. Col tempo ho poi sperimentato, soprattutto per capire cosa potesse funzionare meglio per il mio mondo. Alla fine sono arrivata a capire che l’importante è sentirsi se stessi.

Il tuo nuovo album “Che me ne faccio del tempo” avrà una doppia uscita, digitale il 13 Marzo e fisica il 27 Marzo, con l’aggiunta di nuovi brani. I tuoi fan dovranno quindi avere pazienza e attendere, cosa che personalmente interpreto come un messaggio di cura. Com’è nata questa scelta?

Ho sentito proprio la necessità di prendermi del tempo per ritrovare me stessa nella musica. Quando è arrivato il momento di chiudere il progetto, ho pensato che potesse essere utile anche ai miei ascoltatori capire cosa intendo per “prendersi del tempo”. Abbiamo quindi deciso di dividere la release digitale in due momenti per lasciare che le prime tracce vengano ascoltate e capite, per poi passare alla seconda parte dell’album. Solo chi acquista il disco fisico può prendersi un momento per ascoltare tutto il progetto, dall’inizio alla fine. Questo disco è frutto di un mio lungo e non facile percorso, perché mi sono dovuta riscoprire. È molto importante per me che anche chi mi segue, capisca cosa voglio esprimere.

Il titolo dell’album è interessante, perché potrebbe essere letto sia come una domanda che come un’affermazione. Quale vale maggiormente per te?

Effettivamente si può interpretare in vari modi, diciamo che in base al tuo mood, puoi leggerlo come preferisci.

Pensando al tempo e all’intimo rapporto che ognuno di noi ha con esso, dobbiamo aspettarci un album più nostalgico o rivolto al futuro?

È un album di transizione, racconta tutto il percorso che ho affrontato: dalle persone che ho incontrato e che ho deciso di tenermi vicina, al rapporto con me stessa. Ci sarà sempre un forte legame con il passato, una cosa non esclude l’altra.

Ti vedremo per la seconda volta in gara al Festival di Sanremo. Rispetto al tuo esordio, come stai vivendo queste settimane che lo precedono? Noti delle differenze?

Sono molto contenta di tornare sul palco dell’Ariston. Sicuramente arrivo con una consapevolezza diversa. La prima edizione a cui ho partecipato è stata un vortice di emozioni, spero di riuscire a rivivere tutto come se fosse la prima volta.

Cosa invece percepisci non essere cambiato in questa attesa?

Non è cambiato il mio amore per la musica, quella passione pura che sono contenta sia oggi il mio lavoro.

Potendo immaginare di lasciarti un biglietto di auguri per questa tua seconda esperienza al Festival di Sanremo, cosa ti scriveresti?

Spacca tutto <3

Hai curato la playlist in esclusiva per i lettori di Harper’s Bazaar come Music Director del mese di febbraio, come la descriveresti?

È un mix di brani che mi hanno ispirata e mi sono piaciuti particolarmente negli anni.

mara sattei
Ph. Cristiano Temporin