Il prossimo 31 luglio cadranno i dieci anni dalla morte di Gore Vidal, mitologico saggista, romanziere, sceneggiatore e filosofo politico, e proprio quest'anno la sua dimora più celebre, la Rondinaia, torna sul mercato (in affitto) al modico prezzo di 90 mila euro a settimana. Incastonata nella Costiera Amalfitana, a dieci minuti dal centro di Ravello, la Rondinaia fu progettata e realizzata tra il 1915 e il 1927 da Lord Grimthorpe, già proprietario dell'adiacente Villa Cimbrone (oggi hotel di lusso). In stile vagamente moresco, con giardini pensili disposti su sette livelli e costellata di balconi a strapiombo sul mare, la Rondinaia venne definita dai membri dell'entourage di Vidal come un rispecchiamento della sua grandezza e complessità.

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Courtesy//Getty Images

La vicenda umana e intellettuale di Vidal può essere letta da molti punti di vista, attraverso la miriade di scritti che ha lasciato e le relazioni politiche e sociali di cui è stato magnete durante la sua vita, ma se c'è un aspetto meno conosciuto della sua personalità è il rapporto d'amore che ha avuto con le sue case. "Mai affittare, se puoi compra": con questo leitmotiv, Vidal già a ventun anni investì i proventi dei suoi primi successi letterari in un palazzo secentesco (e sbrecciato da un terremoto) nel cuore della città di Antigua, in Guatemala, dove trascorse diversi anni indagando la cultura centro-americana che gli pareva assai più profonda e interessante del suo panorama natio (o degli Stati Uniti dell'Amnesia, come amava apostrofare la filosofia di vita yankee). Ma con il crescere del suo attivismo politico, il richiamo di New York si fa sentire e nel 1950, appena venticinquenne, vende la proprietà di Antigua per acquistare Edgewater, una tipica casa neoclassica, con colonne doriche e tutto il resto, sulle rive del fiume Hudson, appena fuori New York. Qui scrive due delle sue sceneggiature più celebri: Improvvisamente l'estate scorsa e Ben-Hur, e coltiva le sue ambizioni politiche, che lo portano a candidarsi per un posto al Congresso democratico nel 1960. Non viene eletto, fallimento che in parte Vidal attribuisce al rapporto conflittuale con Kennedy, anzi, soprattutto con la moglie Jacqueline Bouvier, con cui Vidal condivide un patrigno (Auchincloss): da bravi fratellastri, non si sono mai tollerati a vicenda.

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Vidal non si limitava a comprare case: le ridecorava e riarredava con il proprio gusto minimalista, da una parte, ed estremamente scenografico dall'altro, con l'aiuto di Howard Austen, il suo amatissimo compagno di vita dal 1953, e facendosi consigliare da amiche star dell'interior design come Alice Astor Pleydell-Bouverie. Edgewater non fu solo il suo ritiro di campagna e la fucina dei suoi scritti di quegli anni, ma fu anche il luogo dove Vidal creò il suo setting sociale e che molto contribuì alla sua fama di anfitrione. Venduta nel 1969, rimase nei suoi sogni e incubi fino alla fine dei suoi giorni e in diverse interviste Vidal si disse pentito di averla lasciata.

La tappa successiva per Vidal e Austen è Roma: la decadenza ed eclettismo della Città Eterna ne fanno il luogo ideale per una coppia apertamente gay, selvaggiamente mondana e spiccatamente eclettica come loro. A Roma, però, Vidal non troverà mai una casa da comprare: s'innamora di un grande appartamento su Largo di Torre Argentina, dove lui e Austen vivono in affitto per diversi anni e che diventa il punto di ritrovo di artisti e intellettuali di stanza o di passaggio a Roma. Norman Mailer, Susan Sontag, Gay Telese, Mick e Bianca Jagger, Andy Warhol, Susan Sarandon, Diane Von Furstemberg, Jhonny Carson, Paul Neumann, i Clinton: questi sono solo alcuni dei suoi visitatori, tutti incantati dall'incredibile panorama delle sue terrazze. L'unico nome dell'alta società che non è mai transitato da nessuna casa Vidal è, appunto, Jacqueline Kennedy.

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Ma il colpo di fulmine con la Rondinaia scocca nel 1972, quando Vidal la acquista per un milione e mezzo di dollari. Esistono due versioni su come ci arrivi: una narra che Vidal fosse stato ospite della Rondinaia per un soggiorno negli anni Quaranta insieme al suo collega e amico Tennessee Williams; secondo altri, invece, fu Austen a trovare per caso un annuncio di vendita su un giornale mentre villeggiava in Costiera, e a visitarla due volte da solo prima di dichiarare a Vidal che aveva trovato la casa perfetta per loro. Sia come sia, la Rondinaia diventa "il punto di vista perfetto con cui guardare l'Occidente che muore", come ha detto lui stesso. I due vi risiedono stabilmente fino agli anni Novanta, quando le rispettive esigenze di salute rendono necessaria una sistemazione più comoda e periodi più lunghi a Los Angeles. Ma è sulle terrazze della Rondinaia che Vidal concede tutte le sue ultime interviste e concepisce e scrive la sua prima autobiografia, Palinsesto (1995) e uno dei suoi ultimi capolavori, Navigando a vista (2005). Solo dopo la morte di Austen, nel 2006, Vidal lascia per sempre il suo luogo del cuore, vendendo la Rondinaia a un gruppo di imprenditori italiani (oggi è di proprietà di Vincenzo e Gerardo Di Natale), che negli anni la ristrutturano, lasciando però intatto lo studio di Gore Vidal.