C’è un’immagine che più di tutte riassume il senso dell’ultima, poetica narrazione di Loro Piana: è quella di una borsa, accostata a una scultura in legno degli Anni 50. Le venature sembrano instaurare un dialogo silenzioso con la grana della pelle, mentre la luce scivola su entrambe in un continuum pastoso, astratto. Lo still life è raffinato e finisce, con una qualche ambizione, per assumere tratti artistici.

Per la prima volta, la Maison dedica un tributo organico alle proprie borse iconiche – Extra Pocket, Bale, Extra Bag, Loom, Ghiera Shopper e Needle – sottraendole al ruolo di accessori per riconoscerle come parte strutturale del proprio linguaggio. In un brand che ha costruito la sua reputazione su fibre rare e su una cultura tessile centenaria, questo allargare le fondamenta – i propri pilastri identitari – è un passaggio decisivo.

a beige leather bag with a gold zipper and a tongueshaped black object behind it
Charles Nègre
La Extra Pocket bag di Loro Piana con una scultura di Alexandre Noll.

Il savoir-faire espresso in oggetti che appartengono, storicamente, a un territorio non “nativo” – quello della pelletteria d’eccellenza – si argomenta attraverso la materia (le it-bag) e la costruzione (il linguaggio che, in un formidabile cortocircuito visivo, esse riescono a integrare).

Gli scatti, firmati dal fotografo francese Charles Nègre, rafforzano questa lettura. Le borse sono ritratte tra figura intera e close-up, in un’alternanza che sottolinea ora la silhouette, ora il dettaglio costruttivo. Ma è soprattutto il dialogo con le sculture di Alexandre Noll a offrire una lettura critica: un parallelismo concettuale che rafforza il posizionamento di quegli accessori quotidiani come oggetti di design, prima ancora che soggetti di moda.

leather handbag and a wooden sculpture
Charles Nègre
La Bale bag, parte del progetto.

Noll, scultore francese autodidatta attivo dagli anni Trenta e particolarmente prolifico intorno a metà Novecento – periodo a cui appartengono le opere selezionate – lavorava il legno intagliandolo direttamente, senza soffocarne la natura. Nodi, venature e irregolarità venivano esaltati, mai corretti. Il materiale era il punto di partenza e, insieme, il limite creativo: la forma emergeva dal rispetto provato dall’autore verso di esso.

È esattamente qui che si innesta il ragionamento di Loro Piana: allo stesso modo, le borse della Casa nascono per assecondare la pelle di cui sono fatte, piuttosto che per piegarla o dominarla. La Bale, con la sua costruzione senza cuciture, sembra quasi avvolgersi su se stessa come un fascio di cashmere, evocando quella stessa fluidità organica che Noll cercava nel legno. La Needle, ricavata da un unico pezzo di pelle, traduce in pelletteria l’idea di continuità sostanziale: meno interventi strutturali visibili e più fiducia nell’integrità della materia prima.

a handbag resting on a wooden chair
Charles Nègre
La Needle bag.

Anche nei modelli più strutturati, come Extra Bag o Ghiera Shopper, la costruzione incornicia ed esalta la morbidezza tattile. Gli anelli metallici della Ghiera, ispirati alle macchine per la filatura, introducono un elemento tecnico che dialoga con la pelle, ancora una volta come nelle opere di Noll, dove la forma finale resta sempre leggibile quale evoluzione naturale del blocco originario.

wooden sculpture next to a canvas bag
Charles Nègre
La Ghiera bag.

Il parallelismo diventa ancora più interessante se si considera il tema della funzione. Noll sottraeva al legno il suo ruolo utilitario per trasformarlo in pura espressione artistica. Loro Piana compie un gesto in parte opposto ma complementare: eleva un oggetto funzionale, la borsa, a oggetto culturale, caricandolo di riferimenti alla propria eredità tessile e a un’idea di design senza tempo. In entrambi i casi, la materia è il centro del discorso.

Ecco dunque perché, fotografate vicine alle sculture, le borse sembrano entrare così chiaramente in conversazione con esse. Le curve della Ghiera Shopper trovano eco nelle forme levigate del legno; la compattezza essenziale di Extra Pocket dialoga con volumi puri e raccolti; la morbidezza di Bale e Needle risponde alle superfici scolpite che trattengono la memoria dell’albero. È un gioco di rimandi tra durezza e morbidezza, tra moda e arte applicata.

a burgundy handbag next to a wooden sculpture
Charles Nègre
La Extra bag.

Negli scatti di Charles Negre, Alexandre Noll è una sorta di lente interpretativa. Loro Piana sembra ribadire che le sue borse non nascono da un gesto stilistico arbitrario, ma da un processo di ascolto della materia. E che il vero lusso, oggi, risiede nella capacità di far parlare ciò che è essenziale: una venatura, una cucitura invisibile, un taglio preciso. Come nel legno di Noll, anche nella pelle delle borse Loro Piana la forma non è mai decorazione. È pensiero e conseguenza, all’incrocio fra forma, arte e funzione.