Per la primavera-estate 2026, le campagne moda non inseguono l’idea facile di leggerezza. Piuttosto, lavorano su come si costruisce un’immagine oggi: per strati, per presenza. C’è chi sceglie il ritratto, chi mette in scena la soglia tra pubblico e privato, chi sporca volutamente l'immagine per riportare un pò di autenticità. Dai debutti più attesi (come quello di Jonathan Anderson da Dior) alle grandi conferme, ecco le campagne pubblicitarie più riuscite della stagione, raccolte nella nostra gallery in continuo aggiornamento.
Le campagne moda primavera-estate 2026
Garatti
Garatti sceglie Kasia Smutniak come volto della campagna primavera-estate 2026, fotografata da Giampaolo Sgura. In bianco e nero, gli scatti mostrano il lato più più autentico e intimo della testimonial. Il riferimento è l’estetica spontanea dei Novanta - quel glamour asciutto da top model, tra sguardi diretti e immagini timeless.
Ferragamo
Per la primavera-estate 2026, Ferragamo presenta La Prima Impressione, una campagna costruita come un breve racconto cinematografico. Diretta da Antoneta Alamat Kusijanović, è ambientata in una villa di campagna e segue una famiglia riunita attorno all’arrivo di una new entry, osservandone equilibri e relazioni. Al centro c’è Christy Turlington, che interpreta la figura materna e guida la narrazione insieme agli altri personaggi. La campagna funziona come una storia divisa in capitoli, dove abiti e accessori entrano nella scena come parte della vita quotidiana, riprendendo il legame storico del marchio con il linguaggio del cinema.
Ferrari
Ferrari ambienta la campagna primavera-estate 2026 a Maranello, tra gli spazi dove le auto vengono custodite e il circuito di Fiorano. Robin Galiegue segue un percorso semplice: dagli interni bianchi e silenziosi all’esterno. Anche i capi suggeriscono un’idea di dinamismo attraverso linee nette, silhouette verticali e la tipica grinta Ferrari.
Gucci Eyewear
Gucci presenta la campagna eyewear primavera-estate 2026 attraverso una serie di ritratti ravvicinati dedicati a personalità diverse. Negli scatti di Blommers & Schumm l’attenzione resta su volto e sguardo, con un’impostazione intima e personale. Le montature spaziano tra volumi oversize, modelli cat-eye e forme più sottili con richiami al bamboo.
Loewe
La campagna Loewe primavera-estate 2026 segna il primo capitolo visivo firmato da Jack McCollough e Lazaro Hernandez. Talia Chetrit fotografa un cast di giovani attori all’aperto, tra sole pieno e scatti notturni, con pose plastiche e colori saturi che spostano l’attenzione sul rapporto diretto tra corpo e abito.
Karl Lagerfeld
Per la primavera-estate 2026, Karl Lagerfeld torna a lavorare con Paris Hilton e sceglie di ambientare la campagna dentro la sede parigina della Maison, al 21 di Rue Saint-Guillaume. Le immagini di Chris Colls giocano proprio su questo cortocircuito: una figura pop legata agli anni Duemila che si muove in uno spazio carico di storia.
Valentino
Per la primavera-estate 2026, Valentino costruisce una campagna che prende la caduta come punto di partenza, quasi fosse uno stato primario dell’essere. Alessandro Michele sposta lo sguardo dall’equilibrio - che nella moda è spesso sinonimo di controllo - al momento in cui quell’assetto si incrina. I corpi vengono colti nell’istante che precede lo sbilanciamento o nel pieno della sua traiettoria. Nelle immagini, e ancora di più nel video, firmati da Willy Vanderperre, la caduta smette di essere una semplice figura retorica e diventa gesto collettivo. Ogni disequilibrio implica una relazione: se uno cede, l’altro interviene. Non c’è compiacimento della vulnerabilità, nessuna estetizzazione del crollo. C’è piuttosto l’idea che nessun corpo sia autosufficiente. In questo scarto tra perdita e sostegno si gioca la tensione emotiva della campagna, che trasforma l’istante di instabilità in una possibilità di legame.
Etro
La campagna primavera-estate 2026 di Etro nasce dalla collaborazione tra Marco De Vincenzo e lo spatial artist David Curtis-Ring, che realizza scenografie a partire da tessuti d’archivio recuperati e rielaborati. Fotografata da Dario Catellani, la serie si muove in una sorta di serra tropicale, tra materiali materici e vegetazione rigorosa, dove le silhouette fluide - maxi dress con ruches, maglieria, giacche nei toni della terra - sembrano quasi continuare le forme organiche intorno.
Jil Sander
Per la sua prima campagna per Jil Sander, Simone Bellotti traduce in immagini la riflessione che aveva introdotto con la collezione di debutto: È possibile togliere aggiungendo una sigla personale? Fotografata da Stef Mitchell, la campagna è ambientata in uno studio bianco, uno spazio neutro che elimina distrazioni e mette al centro corpo e abiti. Si percepisce un certo erotismo trattenuto, più suggerito che esibito, e passa attraverso il modo in cui gli abiti coprono, proteggono o rivelano i corpi dei modelli.
Louis Vuitton
Louis Vuitton continua le celebrazioni per i 130 anni del Monogram con una campagna che sposta l’attenzione dall’oggetto al legame personale: i pezzi iconici vengono raccontati come “compagni di viaggio” più che come status symbol. Gli scatti sono firmati da Glen Luchford e la regia è di Roman Coppola. Il racconto passa attraverso quattro borse e quattro volti e il primo capitolo vede protagonista Zendaya con la Speedy.
Versace
Versace per la primavera-estate 2026 costruisce la campagna come un progetto a tre voci: Steven Meisel, Frank Lebon e Tania Franco Klein. Tre sguardi diversi, chiamati per far dialogare le loro differenze. Il punto d’incontro resta uno: l’idea di Versace come tensione tra glamour e strada, tra eleganza italiana e una certa sfacciataggine. A tenere insieme il progetto è la direzione creativa di Dario Vitale, che chiude il suo capitolo con un gesto corale.
Burberry
Nella campagna primavera-estate 2026, Burberry usa l’outerwear come punto di partenza e lo racconta con un guardaroba asciutto, affusolato, costruito per il meteo britannico. La silhouette è asciutta, affusolata: trench e giacche leggere dominano le immagini, con un richiamo a un dettaglio d’archivio del 1927. Il resto del guardaroba resta semplice e portabile, con una sartoria più slim e una parte serale che si accende grazie a lavorazioni artigianali e ricami.
Victoria Beckham Eyewear
Victoria Beckham è per la prima volta il volto della campagna eyewear del suo marchio per la primavera-estate 2026. Le immagini, scattate da Mert & Marcus, sono ambientate in un set luminoso e minimale, costruito su luce e ombra. «Volevo silhouette forti, immediatamente riconoscibili e facili da indossare, quindi per questa collezione il focus è stato soprattutto affinare forma e proporzioni. Questa collezione mi sembra molto allineata al DNA del brand - pensata, versatile, e radicata nell’idea che l’eyewear faccia parte del guardaroba piuttosto che un dettaglio accessorio».
Genny
Genny continua a scegliere Nicola Peltz Beckham come volto della campagna primavera-estate 2026, ritratta dai Morelli Brothers in studio a Los Angeles, con direzione creativa di Sara Cavazza Facchini e styling di Alex Harrington. Le immagini insistono su una femminilità leggera e in movimento grazie alle silhouette fluide e una palette più viva, con l’idea - dichiarata - di abiti che seguono il corpo senza irrigidirlo.
Ermanno Scervino
Ermanno Scervino sceglie Irina Shayk come volto della campagna primavera-estate 2026. Il motivo indaco riproduce la grana del denim e viene applicato su materiali diversi, anche trasparenti. Negli scatti a colori l’immagine resta più femminile; in quelli in bianco e nero il registro vira sul maschile, con cravatta, tagli sartoriali e pigiami d’uomo rielaborati.
Guess
Guess sceglie Chiara Ferragni come volto della campagna globale primavera-estate 2026 e riprende alcuni codici storici del brand per rimetterli in circolo con un linguaggio più contemporaneo. A firmare le immagini sono i Morelli Brothers, con un alternarsi di bianco e nero e colori più saturi che richiama le campagne più riconoscibili del brand americano. Il guardaroba insiste su denim e silhouette aderenti e promuove un’immagine di femminilità sicura. Chiara Ferragni lega il progetto a un momento personale di ripartenza: "Questo progetto è stato molto più di una campagna: è arrivato in un momento in cui avevo voglia di ripartire, di raccontarmi per quella che sono oggi, una persona più consapevole e serena…L’esperienza sul set è stata speciale e la porterò sempre con me."
Miu Miu
Miu Miu per la primavera-estate 2026 ambienta la campagna in uno scenario rarefatto, costruito sulla luce che cambia nell’arco della giornata: un set in quota, dal mattino alla sera, dove l’immagine resta volutamente essenziale. Jamie Hawkesworth fotografa un cast che mescola pop e cinema - Olivia Rodrigo, Suzanne Lindon, Li Gengxi - insieme alle modelle Sateen Besson, Rachel Agbonze e Amelie Sante.
Louis Vuitton
Louis Vuitton, per la primavera-estate 2026 sceglie una domesticità quasi confidenziale: la moda rientra in casa, in uno spazio privato, più vissuto. La campagna fotografata da Cass Bird riprende l’idea della sfilata al Louvre (negli appartamenti estivi di Anna d’Austria) e la traduce in immagini. Jennifer Connelly è ritratta in una dimensione di quiete, intimità e trasmette un’idea di lusso che lavora sulla prossimità e sulla familiarità.
Bottega Veneta
Bottega Veneta ha ambientato a campagna primavera-estate 2026 a Venezia: un ritorno alle origini della maison che, allo stesso tempo, segna l’avvio del nuovo corso firmato da Louise Trotter. A interpretare questo passaggio è Juergen Teller, che porta il suo sguardo frontale e poco patinato dentro una geografia volutamente disomogenea della città: giardini pubblici e palazzi, un conservatorio, il Lido, perfino un negozio di fiori. Il punto, però, non è raccontare Venezia, ma farla funzionare come attrito: la precisione dei tagli sartoriali accanto a dettagli più ricchi e materici, la compostezza dei volumi contro la fisicità delle texture, tra interno ed esterno, giorno e notte. Dentro questa tensione si legge anche il dato più concreto del debutto di Trotter: l’artigianalità Bottega portata in primo piano, come grammatica del marchio più che come semplice patrimonio.
Loro Piana
Loro Piana sceglie Saint-Paul-de-Vence per la sua campagna primavera-estate 2026. Tra La Colombe d’Or e la Fondation Maeght - due luoghi legati da decenni di passaggi, ospitalità e arte (da Miró a Giacometti, da Chagall a Picasso) - la campagna fotografata da Mario Sorrenti lascia che siano pietra, luce mediterranea e opere a dare ritmo alle immagini. I modelli (Jacqui Hooper, Long Li, Vasko Luyckx, Awar Odhiang, Binx Walton) si muovono tra giardini di sculture, terrazze, corridoi e biblioteche, con un guardaroba più fluido e più saturo del solito. Quella di Loro Piana è quindi un'estate colta, vissuta, fatta di materia e silenzi, in cui l’arte è contesto.
Dior
Per la sua prima campagna Dior, Jonathan Anderson sceglie di parlare di persona, ruolo e identità. La primavera-estate 2026, fotografata da David Sims, traduce in immagini il cambio di codice introdotto dal nuovo direttore creativo anche attraverso un cast volutamente eterogeneo: dal cinema - Greta Lee, Louis Garrel e Paul Kircher - a un volto sportivo globale come Kylian Mbappé, fino alle modelle Laura Kaiser, Sunday Rose e Saar Mansvelt Beck.
Prada
Prada intitola la sua campagna primavera-estate 2026 "Image of an Image" e nasce dalla collaborazione con l’artista americana Anne Collier, che trasforma la campagna in un oggetto fisico: still-life di mani che tengono fotografie della collezione scattate da Oliver Hadlee Pearch. È una sorta di “Inception” di immagini - un’immagine dentro l’immagine - che suggerisce un secondo filtro, quello di chi osserva, desidera, archivia, rilegge. Dentro quelle foto ci sono attori e personalità (Carey Mulligan, Hunter Schafer, Nicholas Hoult, Damson Idris, Levon Hawke, la musicista John Glacier e Liu Wen), ma l’accento non è sul cast: è sul meccanismo della pubblicità nell’era digitale e su come Prada lo metta in scena, rendendo visibile il modo in cui lo sguardo viene guidato.
Saint Laurent
Charli XCX e Bella Hadid sono le protagoniste della campagna Saint Laurent primavera-estate 2026: un progetto guidato da Anthony Vaccarello e fotografato da Glen Luchford con un’estetica volutamente grainy e imperfetta. La campagna lavora per contrasti - anorak e nylon tecnico accanto a dettagli lingerie più femminili - e annuncia il ritorno della borsa Mombasa, introdotta per la prima volta nella collezione primavera-estate 2002 e riportata in auge oggi da Vaccarello.
Gucci
Gucci presenta La Famiglia: una campagna a personaggi, un ritratto corale in cui ogni figura incarna un modo diverso di essere Gucci. A fotografare è Catherine Opie e la collezione - presentata a settembre - viene raccontata come anticipo del nuovo corso di Demna, che verrà svelato a febbraio. C'è l'Incazzata con un cappottino rosso anni ’60, la Gallerista in total black con una Bamboo 1947 in nuove proporzioni e poi il Direttore e il Principino per il menswear.
Celine
Per la primavera-estate 2026, Celine riparte da un modello chiave del proprio archivio, la Phantom Luggage, e lo trasforma in una nuova versione. Presentata in passerella nel debutto di Michael Rider, la New Luggage cambia soprattutto nella silhouette: è più orizzontale e lavora sul dettaglio della chiusura, con una zip che crea sul davanti una curva simile a un mezzo sorriso - la Smile Variation.
Givenchy
La Maison continua la sua serie di ritratti con una seconda uscita: Collier Schorr fotografa Rooney Mara e Paul Simonon. Il concept è “amici e muse” - in cui persone vicine diventano anche materia di lavoro creativo. Un’idea riassunta da Sarah Burton: "I miei amici sono spesso le mie muse, e le mie muse spesso diventano amiche.”.
Le campagne moda Cruise 2026
Valentino
Notturno di Valentino si piazza esattamente nella fessura tra giorno e notte - quel minuto in cui la luce smette di essere severa e la coscienza abbassa la guardia. Per la campagna Cruise 2026, la Maison sceglie un albergo perché è, per definizione, un luogo ambiguo: intimo ma impersonale, temporaneo ma capace di trattenere. Ogni stanza è un frammento separato, abitato da qualcuno che compie lo stesso rito e incarna tutte le anime di Valentino by Alessandro Michele. È qui che l’idea prende forma: l’intimità, pur restando privata, diventa simultanea e quindi quasi collettiva.
Chanel
La campagna Chanel Cruise 2026 è ambientata sul Lago di Como e riprende l’immaginario della sfilata a Villa d’Este. Scattato da Mario Sorrenti, con Alix Bouthors, Ida Heiner e Xu Wei, il racconto alterna due registri - giorno e sera - e si concentra su variazioni dei codici maison in chiave estiva: tweed ecru con colletto da marinaio sopra il costume, denim giallo pallido con dettagli rosa e camelia, righe, seta bicolore bianco-blu.






















































