Alla New York Fashion Week non si osservano semplicemente delle collezioni: si intercetta il prossimo capitolo delle tendenze dell'anno (prossimo). È qui che le intuizioni diventano moda e che ogni dettaglio (una palette, una proporzione, un accessorio) può anticipare il futuro del guardaroba. In esclusiva per Harper’s Bazaar Italia, Brigitte Chartrand, Chief Buying & Merchandising Officer di NET-A-PORTER, attraversa New York con lo sguardo allenato di chi trasforma l’ispirazione in selezione. Tra prime file e presentazioni private, il suo diario è un racconto privilegiato e strategico: non solo ciò che sfila, ma ciò che conta davvero. Un punto di vista autorevole, capace di tradurre la Fashion Week in visione concreta, tra colpi di fulmine, analisi lucide e consigli destinati a definire la prossima stagione.
Il diario di una buyer durante la New York Fashion Week
DAY 1: Heritage, pezzi d’archivio e nuovi abbinamenti
Consiglio #1: Lasciati trasportare dall’immaginario, ma resta concreta nelle scelte. La New York Fashion Week si apre (ufficialmente) con Ralph Lauren, nella suggestiva Jack Shaman Gallery alla Clock Tower di Manhattan. L’ambientazione richiama la campagna inglese, ma il messaggio è universale: l’heritage funziona quando è tradotto in capi indossabili, desiderabili, reali.La lezione: investi in codici senza tempo, ma assicurati che parlino al presente.
Consiglio #2: L’archivio personale è il tuo miglior alleato. Il freddo pungente di New York diventa l’occasione perfetta per riportare alla luce capi iconici.La lezione: un acquisto ben fatto dura anni. I veri must-have non seguono la stagione, la attraversano.
Consiglio #3: Il vintage è un’attitudine, non un’estetica. Da RE/DONE, la collezione prende vita in un set immersivo e cinematografico: modelle che suonano, dipingono, ascoltano vinili.La lezione: l’ispirazione rétro funziona quando racconta una donna autentica, non costruita.
Consiglio #4: Sperimenta con il colore. Tory Burch sorprende con abbinamenti cromatici freschi e inaspettati. Una lezione: per aggiornare il guardaroba, prova nuove combinazioni di colore prima ancora di acquistare qualcosa di nuovo.
DAY 2: Struttura, talento emergente e dettagli strategici
Consiglio #5: Riporta in scena il glamour anni ’80. Da Carolina Herrera, spalle importanti, giacche peplum e abiti a vita bassa celebrano una femminilità strutturata. Rossi vibranti, leopard e gigli autunnali dominano la palette.La lezione: una silhouette forte definisce la presenza prima ancora dello styling.
Consiglio #6: Sostieni e osserva i nuovi talenti. Parte del programma Vanguard di NET-A-PORTER, Colleen Allen conferma una direzione chiara: costruzione impeccabile e lusso consapevole. Il top sartoriale e l’abito in velluto sono pezzi che restano impressi.La lezione: i designer emergenti spesso anticipano ciò che diventerà mainstream.
Consiglio #7: Il dettaglio può trasformare il minimalismo. Da Maria McManus, le perle attraversano la collezione: dai gioielli alle applicazioni sottili sul retro di una maglia.La lezione: un elemento classico, inserito con misura, rende sofisticato anche il look più essenziale.
Consiglio #8: Conosci il processo dietro il prodotto. Alla presentazione di Rùadh, la fondatrice Jac Cameron guida personalmente gli ospiti tra materiali e costruzioni. La lezione: capire come nasce un capo aiuta a riconoscerne il valore. Tra uno show e l’altro, uno scatto di Sandra Semburg cattura Brigitte nel ritmo serrato della settimana: la moda vissuta da insider è anche movimento, istinto, presenza.
DAY 3: Minimalismo sensuale e accenti inaspettati
Consiglio #9: Il vestito resta il centro del guardaroba. Da Calvin Klein, l’archivio anni ’70 e ’80 viene riletto in chiave contemporanea. Gli abiti dominano (dal modello sofisticato alla versione monocromatica perfetta per l’ufficio) insieme alle maxi sciarpe in shearling oversize.La lezione: quando il taglio è giusto, basta un solo pezzo per costruire un look.
Consiglio #10: Usa gli accessori come strumenti di styling. Da FFORME, cinture statement e collane indossate al contrario dimostrano quanto lo styling possa cambiare la percezione di un capo.La lezione: non serve comprare di più, ma indossare meglio.
Consiglio #11: Introduci un micro-trend con leggerezza. Lo show di Ulla Johnson (ispirato al packaging delle nuove fragranze) propone frange in movimento, stivali bicolore e guanti rosa.La lezione: scegli un dettaglio audace per stagione, e lascia che sia lui a parlare.
Consiglio #12: Non sottovalutare l’argyle (e mai abbastanza pelle).Da Kallmeyer, parte del Vanguard di NET-A-PORTER, un total look in pelle e una maglia argyle dimostrano che anche i classici possono tornare desiderabili. La lezione: se pensi di non aver bisogno di un altro knit, probabilmente è quello giusto.
DAY 4: Connessioni, nuovi lanci e il colore che conquista
Oggi niente recap tradizionale: nessuna corsa tra una venue e l’altra, ma una giornata dedicata a incontri strategici e a ciò che accade dietro le quinte della Fashion Week. La sera, NET-A-PORTER ospita una cena a New York con Willy Chavarria per celebrare il lancio del womenswear sulla piattaforma.
Consiglio #13: Le novità più interessanti nascono lontano dalla passerella. La mattina inizia con una walkthrough privata da Herbert Levine, insieme al Creative Director Trevor Houston. La lezione: osservare da vicino materiali, proporzioni e costruzioni permette di cogliere il vero potenziale di un marchio prima che diventi oggetto del desiderio collettivo.
Consiglio #14: Il contesto amplifica la collezione. Da Altuzarra, all’interno dello storico Woolworth Building, la sfilata è un dialogo perfetto tra architettura e abito. Un look cozy ma chic (ideale per l’inverno newyorkese) e un abito dalla trasparenza calibrata confermano che sensualità e funzionalità possono coesistere. Il chartreuse, avvistato in più show, si afferma come colore emergente della stagione: vibrante, ricco, sorprendentemente versatile. Quando un colore ritorna con coerenza in passerella, è il momento di considerarlo seriamente.
Consiglio #15: L’iconicità è una questione di coerenza. Ispirata al leggendario Blitz nightclub londinese degli anni ’80, la collezione di Anna Sui celebra big hair, pelle, velluto e l’immancabile leopard, ua firma inconfondibile. Restare fedeli al proprio universo estetico è ciò che trasforma una designer in un’icona.
Consiglio #16: I customer favourite indicano sempre una direzione. Chiusura di giornata con KHAITE. Stivali impeccabili, velluto (sempre più protagonista di stagione), pelle declinata in pantaloni perfetti e persino nella versione velvet, abbinata a una camicia in organza chartreuse. Quando più collezioni convergono sugli stessi materiali ( pelle e velluto in primis) non è più una suggestione, ma un trend consolidato.
That’s a wrap. Goodbye, NY.








